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Le “dritte” per una stagione top: Barbara Lancioni a tutto campo tra ciclismo femminile, granfondo e nuovi obiettivi

A tu per tu con la celebre granfondista marchigiana.


CATTOLICA (RN) - Barbara Lancioni, classe 1981, marchigiana di Filottrano, lo stesso paese che due anni prima di lei diede i natali al compianto Michele Scarponi, risponde all’intervista del social media team della Granfondo #Squali in programma domenica 12 maggio a Cattolica e Gabicce Mare, con tanta voglia di dispensare consigli alle cicliste che, con meno esperienza di lei ma la stessa passione, si apprestano a prendere parte al calendario granfondistico nazionale. Allenamento, tecnica in bici, uso dei rapporti, approccio alla gara: sono alcuni argomenti che, per venticinque anni, sono stati il “pane quotidiano” per Barbara, che dopo avere abbandonato il mondo professionistico ha vinto tutto ciò che c’era da vincere nelle granfondo (tra cui cinque Maratone delle Dolomiti, tre Nove Colli e quattro #Squali), alternando comunque la bici al lavoro da barista e, soprattutto, alla famiglia e alla sua bimba.

Dopo i saluti di rito, Barbara pone subito una premessa di chiarimento: “La bici deve essere innanzitutto divertimento. La granfondo può essere anche agonismo, ma innanzitutto è stare bene con sé stessi, vivere un’esperienza secondo il proprio livello fisico. Quindi vanno bene i consigli, ma ognuno ha la propria esperienza in bici, che dipende da quanti anni di pratica si hanno alle spalle e da quanti chilometri si percorrono mediamente ogni anno”.

Bene, ma le donne in bici sono sempre di più e talvolta scontano un gap rispetto agli uomini, ovvero non hanno chi può darle qualche “dritta” adatta per l’appunto ad un donna e non ad un uomo: “Questo è vero, infatti il ciclismo è cambiato tanto in questi venti anni. Adesso le donne in bici sono qualcosa più di un fenomeno di passaggio, ma rappresentano una realtà in continua espansione ed evoluzione. Io dico sempre: occhio ai rapporti, imparate a maneggiare la bici, allenatevi poco e bene”.

Allenarsi poco? “Certamente: d’inverno bastano due ore nelle uscite feriali e quattro ore la domenica. Non servono maxi distanze, se le granfondo dureranno quattro ore, la distanza dell’uscita più lunga deve essere di quattro ore, non di cinque. D’inverno, poi, col freddo e le giornate più corte, è sufficiente stare in sella due ore magari a buon ritmo, non a ruota e svolgendo qualche lavoro specifico. In questa maniera, la tenuta in bici sarà migliore e l’impegno minore. Visto che oltre alla bici, abbiamo anche casa e lavoro da mandare avanti”.

Alimentazione? “Nessuna dieta ma solo qualche attenzione. Chi fa quindicimila chilometri all’anno brucia tutti i grassi che può bruciare, ed anche qualcosa di più, durante allenamenti e gare. Inutile fare rinunce. Piuttosto, può essere opportuno evitare alcuni alimenti troppo grassi sostituendoli con altri: penso alla cioccolata, alla pizza, a tutto ciò che affatica reni e fegato, già sottoposti a sforzi nel corso degli allenamenti”.

Prima parlavi dei rapporti: cosa consigli in particolare? “La donna subisce fisiologicamente più dell’uomo i cosiddetti cambi di ritmo. Pensando al percorso della Granfondo #Squali, con tanti saliscendi, ricordo che l’anno scorso mi sono ritrovata negli ultimi chilometri un po’ in difficoltà, lungo i tornanti della Panoramica San Bartolo. Nel mio gruppetto gli uomini scattavano, ed io avevo le gambe già piene di acido lattico. Per fortuna so giocare con i rapporti, e l’agilità mi ha salvata. Ma chi non ha la stessa dimestichezza, rischia di rimanere piantata”.

Parliamo della #Squali: cosa pensi del tracciato? “Per una donna la #Squali è una bella granfondo, certamente da provare, perché il percorso la rende spettacolare e per certi versi anche impegnativa. Mi spiego: dicevo prima che la donna soffre i cambi di ritmo più dell’uomo, e alla #Squali tutto il tracciato, sia corto che lungo, è zeppo di variazioni: falsopiani in salita e discesa, i due tratti tosti dell’Altavellio, la salita di Schieti verso Urbino, la Panoramica nel finale. Per una donna un percorso del genere sarà certamente un ottimo antipasto e una bella preparazione alle granfondo altimetricamente più impegnative. Infine, mai dimenticarsi di mangiare, poco e di frequente: altrimenti nel finale ci si ritrova senza benzina”.

Nel 2019 per te cambierà l’approccio alle granfondo... “Dopo venticinque anni di ciclismo a tutta, ho scelto di rallentare. E non dico per scherzo. Non riesco più a fare gli stessi sforzi, più sul piano della volontà che del fisico. Quindi parteciperò alle granfondo, come la #Squali, organizzando gruppetti di donne, e non solo, che pedalando a buon passo ma senza esagerare si godranno la giornata, con la sosta al ristoro, uno sguardo al panorama, e l’arrivo tutte insieme, in gruppetto. Niente corse, insomma”.

Hai trovato anche un partner tecnico di spessore: “Mi ha cercata Cicli Liotto di Vicenza, dopo che lo scorso autunno ho assunto la presidenza dell’Acsi Ciclismo Ancona. Sono stata felice di accettare, sono brave persone, molto appassionate ed altrettanto competenti. Mi sostengono in questa mia scelta, non mi danno obiettivi di carattere agonistico, mi lasciano libera di partecipare alle granfondo che vorrò esibendo le loro bici e il loro materiale tecnico, di cui sono testimonial”.

Quindi, la notizia è che Barbara Lancioni rimane in bici, ma non più per vincere, bensì per aiutare altre ragazze a montare in sella divertendosi... “Esatto. La bici deve essere per tutti. E chi come me ha una lunga esperienza alle spalle, ha il compito di agevolare il percorso degli altri”. Allez allez, Barbara!

 

Intervista a cura di Pierpaolo Bellucci di Pi.Be. Cycling Press