Il 55enne argentino è l’iscritto “più lontano” della Squali. Ha sentito parlare della Tirreno-Adriatico dei prof, ed ha voluto conoscere direttamente le strade della Riviera. Il 55enne argentino è l’iscritto “più lontano” della Squali. Ha sentito parlare della Tirreno-Adriatico dei prof, ed ha voluto conoscere direttamente le strade della Riviera. fork27 baked4 bars11 crowd

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Intervista a Jorge Horche, argentino per la prima volta sui pedali in Italia

Il 55enne argentino è l’iscritto “più lontano” della Squali. Ha sentito parlare della Tirreno-Adriatico dei prof, ed ha voluto conoscere direttamente le strade della Riviera.

CATTOLICA (RN) – La Granfondo Squali sta diventando sempre più internazionale. Sono già più di un centinaio gli stranieri al via della quinta edizione, ma quello proveniente da più lontano sarà certamente Jorge Horche, 55enne argentino di Buenos Aires, in bici da una quindicina d’anni, di professione impiegato contabile in un ente pubblico. Sposato con Paula, due figli Florencia e Nicolas, ha sentito parlare della riviera adriatica guardando in tv alcune tappe della Tirreno-Adriatico, la “corsa dei due mari” dei prof. Insieme alla moglie, ha deciso di regalarsi una vacanza in sella alla propria bici, iscrivendosi alla Squali.

Jorge, perché proprio la Squali? “Avevo il sogno di pedalare in Italia, possibilmente sulla costa adriatica. Cercando sul web ho trovato informazioni sulla Squali, e mi sono iscritto. Conosco davvero poco delle vostre zone, spero che i paesaggi visti in foto mi sorprendano”.

Pratichi il granfondismo anche in Argentina? Parlaci della vostra realtà. “Abbiamo poche granfondo, una di queste a Buenos Aires. Quelle più rinomate sono a San Luis, San Juan, Mendoza e la Granfondo della Patagonia, chiamata anche giro dei sette laghi. Ma sono complessivamente poche, non come in Italia. In Argentina abbiamo paesaggi bellissimi ed incontaminati, ma anche città molto trafficate come Buenos Aires. Vicino a casa mia, fortunatamente, c’è un circuito di 1,2 chilometri dove è possibile allenarsi in sicurezza. Oppure pedaliamo sulle corsie ciclabili delle tangenziali, ma è pericoloso.

Da quanto tempo pedali? “Ho iniziato nel 2004, poi nel 2008 a causa di impegni lavorativi ho interrotto, riprendendo nel 2017. Adesso mi alleno di buona lena, sono un passista che si difende sui percorsi vallonati. Mi piacerebbe correre, in futuro, qualche altra granfondo italiano: ho visto che ce ne sono di tutti i tipi e per ciclisti con tutte le caratteristiche. Tra i grandi del ciclismo, ammiro Maximiliano Richeze del team Deceuninck-Quick Step, che per noi argentini è un vero idolo, essendo il corridore di più alto livello”.

Jorge, alla Squali avrai “pane per i tuoi denti”. Ti aspettiamo in sella per farti conoscere le bellezze mozzafiato della nostra terra.

Intervista a cura di Pierpaolo Bellucci di Pi.Be. Cycling Press



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